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1921 -2021 Il Milite Ignoto
Rubrica "curiosando", un piccolo salvadanaio delle nostre memorie
  Cento anni orsono l’Italia, conclusosi il primo conflitto mondiale, fu costretta ad affrontare una situazione economica e sociale problematica. Il debito pubblico era vertiginoso e la moneta fortemente svalutata. Tra la gente e specialmente nei luoghi di lavoro (fabbriche e campagne) era evidente il malcontento e l’unità del Paese, ancora troppo giovane, non era tale da contribuire a risolvere i mille problemi che dovevano essere affrontati.
  La decisione del governo di onorare i soldati periti nel conflitto, forse fu adottata per la necessità di uniformarsi a quanto già era stato fatto da altri Paesi, ma probabilmente si rese necessaria per rasserenare gli ambiti militari che non avevano certamente dimenticato le accuse a loro rivolte dal comandante supremo dell’esercito, dopo la disastrosa disfatta di Caporetto.
   In quel clima denso di tensioni, un Colonnello del Regio Esercito Italiano, Giulio Douhet (Caserta 30 maggio 1869, Roma 15 febbraio 1930) che già aveva chiaramente espresso il suo disaccordo con le affermazione del Generale Cadorna, il 24 agosto del 1920, sul giornale “Il Dovere”, in difesa dei soldati, propose di tributare ai caduti in guerra gli onori che meritavano. Da quella proposta prese avvio la Storia del Milite Ignoto, un Soldato che aveva sacrificato la propria vita alla Patria e sulla cui tomba, come su quella di tanti altri, non fu mai possibile scrivere un nome. Un soldato che , scelto tra undici salme di caduti non identificati, riuscì ad infiammare il cuore degli italiani e riuscì ad unirli, come non lo erano mai stati, dalle Alpi alla punta estrema della Sicilia, in una comune e manifesta commozione, in un comune, profondo, sentito senso di rispetto e di riconoscimento del supremo esempio.
  Oggi l’Italia è impegnata in una guerra diversa ma non meno tragica e come cento anni fa, necessita di quell’unità che Le è indispensabile per affrontare le enormi difficoltà che incontrerà sul suo cammino. Forse a cento anni di distanza, per trovare quell’Unità, l’Italia tutta deve guardare a ciò che accadde dall’ottobre al 4 novembre del 1921, quando al passaggio del feretro in cui giaceva un Soldato Senza Nome, gli italiani colsero, forse per la prima volta, il vero senso del termine Paese.
Per questo tenteremo di raccontarvene la storia.
                                          
Allegato: Il Milite Ignoto.pdf