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Maradona: un fuoriclasse indiscusso e molto di più.

 

Sono passati solo alcuni giorni dalla scomparsa del più grande tra i miti del calcio e come è legge nella comunicazione dei nostri tempi, la cronaca si dedica alla ricerca di nuove notizie. Scemata l'enfasi con cui molti ne hanno ricordato le gesta e pochi, irriguardosamente, ne hanno rinverdito le debolezze, prende forma la consapevolezza della vera dimesione della perdita, che alla straordinaria bravura del calciatore somma anche un suo significativo apporto sia in campo sociale che in quello sportivo.
E' difficile trattare in poche righe un tema così vasto e per molti versi complesso, ma è certamente possibile indicarne pochi aspetti che possono aiutaci a capire la vera dimensione dell'uomo e del calciatore.
Il primo è certamente quello relativo al suo trasferimento a Napoli. Maradona fu fortemente voluto dai tifosi che, con una partecipazione diretta (oggi verrebbe definita di azionariato sociale), si accollarono buona parte dell'onere con un sostanzioso aumento del costo dei biglietti e degli abbonamenti. C'era voglia di vincere e di farlo non solo nel calcio. Conquistare lo scudetto era il modo per dimostrarlo. Il primo incontro tra Maradona e i sostenitori del Napoli avvenne in uno stadio inverosibilmente gremito e fu il suggello di un patto non scritto che il calciatore, a cui certamente non erano estranee le motivazioni dei tifosi, ha rispettato pienamente.
Determinante è stato l'apporto di Maradona nel trasformare e nel catturrare un sempre maggiore interesse al calcio. Lo stadio San Paolo si colorò con il rosa delle sciarpe delle donne e aprì le porte alle famiglie cosa che ancora oggi è difficile realizzare. Ciò che prima era solo un incontro di calcio, divenne una festa che iniziava con la lunga attesa che precedeva l'apertura degli accessi allo stadio e proseguiva con i canti di sostegno alla squadra, con il suono dei clacson sulla strada del rientro a casa e si manteneva viva, nei giorni successivi, nei discorsi animati dei tifosi, in attesa di una prossima partita.
E' incontestabile che Maradona seppe recuperare valori che nel calcio già andavano disperdendosi e che oggi sono quasi inesistenti. Con il suo gioco imprevedibile e geniale riconquistò al calcio la connotazione di uno spettacolo vero, emozionante e sempre diverso. Primo nell'impegno che assicurava al gioco, nonostante il suo stratosferico livello , gli era estraneo l'egoismo che anima a volta i fuoriclasse. Sapeva e voleva spendersi per la squadra e da questa veniva riconosciuto come leader indiscusso ed amato.
Un importante momento di riflessione lo impone il rapporto istauratosi tra il calciatore e i tifosi . L'ammirazione per il valore del campione si trasformò quasi  subito in un affetto che Maradona sentiva chiaramente materializzarsi intorno a se. Fu un sentimento che ebbe la forza di coinvolgere anche quanti non erano mai andati allo stadio e che vedevano in Maradona il simbolo di un meridione finalmente vincente, ma anche un uomo che ripagava cento e cento volte l'amore che gli veniva dimostrato.
Migliaia di pagine sono state scritte quando era in vita, altrettante ne saranno scritte dopo la sua morte. In molte saranno ricordate le sue incredibili giocate e in alcune, certamente, si darà un inopportuno e immotivato sfogo a polemiche sulla sua fragilità. Noi crediamo che meriti pienamente e incondizionatamente di essere ricordato solo per quanto ha saputo darci e per come ha saputo farlo.
Ricorderemo la sua genialità nel gioco , il suo volto segnato dalla fatica e dal fango del Marassi, il fragore con cui lo stadio lo spronava facendo vibrare i fabbricati di Fuorigrotta, l'immenso affetto che ha sempre dimostrato per il Napoli e per i suoi tifosi. Lo ricorderemo per quello che ha saputo e voluto essere,  con la certezza che forse mai nessuno ne uguaglierà la grandezza.
                                                                              G r a z i e   D i e g o
Le foto dell'allegato video sono state tratte da internet
audio: Pino Daniele "Tango della buena suerte"
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