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La storia dello sport: Vincenzo D'Angelo un campione da ricordare

La storia dello sport: Vincenzo D'Angelo un campione da ricordare

"Lo sport nasce con l'uomo, ne ha accompagnato e ne accompagnerà i progressi. Molto è stato dimenticato, ma la fiamma d'Olimpia splende sempre sul mondo e sugli atleti che hanno onorato lo sport. Vincenzo D'Angelo è stato uno di questi."
   
Gennaro Gaudino è nato a Pozzuoli il 19/09/1956, giornalista pubblicista dal 1999. È considerato lo storico sportivo non solo dei Campi Flegrei ma della Regione. È uno dei soci fondatori dell’Associazione degli Storici e Statistici del Calcio Campano (A.S.S.C.C.).
  
Ha collaborato a decine di volumi sportivi tra cui le storie di Casertana, Foggia, Melfi, Napoli, Paganese, Savoia, Scafatese, Turris, ecc.

Dal 19 al 29 luglio del 1993 in occasione dell’estate puteolana organizzata dall’ASCOM di Pozzuoli in piazza della Repubblica ha organizzato insieme al fratello Vincenzo la prima mostra in assoluta sulla storia della Puteolana.

Ha pubblicato con il fratello Vincenzo “Diavoli Rossi”, la tradizione calcistica flegrea (Riccardi, 1994), calendario storico “Diavoli Rossi” 2000, con F. Lubrano “Puteolana” storia, iconografia, emerografia, statistiche, dalle origini ad oggi (2007), “Storia di un cuore granata” - in memoria di Francesco Serrapica (2009), “Viaggio storico nel calcio flegreo” (2009), “Storie e  personaggi della tradizione calcistica puteolana” (2011), “Lo Sport a Pozzuoli Storia e Leggenda” (2012), Calendario storico Puteolana 2014, “C’era una volta la Puteolana”, Calendario storico Puteolana 2017, “La tradizione sportiva puteolana – storia e ricordi dal 1902”.

Ha fondato il periodico “Cuore Granata” (1996), organo ufficiale dell’omonimo club. 
Ha collaborato con i settimanali “Opinioni News” (1996), Opinione (1997), nel 1998 ha scritto per il Notiziario del Giuglianese, Il Corriere del Pallone (1999), per il quale ha curato varie rubriche sportive a carattere storico statistico.

Nel 2000 con il quotidiano Roma. Dal 1999 fino al 2008 ha collaborato con il Notiziario dei Comuni Flegrei. Nel 2008 ha collaborato alla realizzazione della “Mostra del centenario del Novara Calcio 1908-2008”, donando materiale iconografico ed emerografico.

Dal 1999 al 2006, 2008/2009 e 2012/2013 ha collaborato con la F.C.Puteolana 1902, A.S.D. Atletico Puteolana 2008 e S.S. Puteolana 1902 Internapoli.
  
Nella stagione calcistica 2008-2009 è stato dirigente consulente archivio storico del A.S.D. Atletico Puteolana 2008.
Dal   2008 al 2012 ha collaborato con il quindicinale “Pozzuoli Magazine”.
Dal 2011 con “Sibilla Cumana”, rivista di storia, arte e scienza.
Dal 4 ottobre 2014 è presidente del Club “Cuore Granata 1988 Francesco Serrapica”.
Dal 14 al 16 dicembre 2018 ha curato: “La mostra fotografica della grande Puteolana 1902”,  allestita nella Biblioteca “Don Peppino Lannia” Rione Gescal, sotto il monte – Arco Felice – Pozzuoli.
 
       Vincenzo D’Angelo: Stella della pallanuoto italiana
( di Gennaro Gaudino)

Apro la mia rubrica sullo sport ricordando Vincenzo D’Angelo, indimenticato giocatore di pallanuoto del Circolo Canottieri Napoli degli anni Settanta, scomparso undici anni fa (7 febbraio 2008), considerato tra i più forti centroboa di livello mondiale.
  
Vincenzo D’Angelo fu anche un nostro concittadino. Infatti abitò al Rione Gescal "Sotto il Monte" (Pozzuoli) dal 1965, dove ancora oggi risiede la sua famiglia.

Nato a Bacoli il 22 gennaio 1951, da madre napoletana, è da considerare a tutti gli effetti anche un figlio della città di Pozzuoli. Suo padre Angelo, puteolano purosangue, nacque a Pozzuoli il 30 giugno 1926 in una stradina del porto, in via Gabella Portese n. 16, da Vincenzo e Giovanna Fatticcio. Sposato con Anna Nobile il 1 ottobre 1949, si trasferì ad Arco Felice nell’estate del 1965, nel nuovo quartiere del Rione Gescal (Sotto il Monte)

Enzo D’Angelo nel 1962 era già un nuotatore tesserato con la Polisportiva Baiana. Nel 1963 dopo una breve parentesi con la Canottieri Posillipo, passò nel 1964 con la Rari Nantes Napoli con la quale disputò diverse gare di nuoto con soddisfazioni anche in campo nazionale. In quel periodo cominciò a cimentarsi anche con la pallanuoto, vincendo campionati di livello nazionale con gli allievi nel 1965 e Juniores 1966, 1967 e 1968. Nel frattempo nel 1966 ci fu anche l’esordio con la Rari Nantes Napoli nel campionato nazionale di Pallanuoto. Dopo un terzo posto nel campionato di serie A nel 1972, D’Angelo passò con il Circolo Canottieri Napoli, vincendo al primo anno lo scudetto nella serie A (1973): i giallorossi si aggiudicarono la 54a edizione del campionato italiano di pallanuoto strappando il titolo alla Pro Recco in una memorabile partita vinta in casa dei recchesi per 7 a 5, rompendo l’imbattibilità casalinga dei liguri che durava da 153 partite (9 anni). D’Angelo disputò una grande prestazione suggellata anche da due reti.                              

Dotato di una forza fisica notevole, con il numero 10 di calottina divenne negli anni un pilastro della squadra. Grinta, determinazione e generosità erano le doti che lo fecero diventare il pupillo della tifoseria partenopea. Con la Canottieri conquistò quattro scudetti (1973, 1975, 1977 e 1979) e una Coppa dei Campioni vinta da protagonista nel 1977. In mancanza di una piscina agibile a Napoli, la fase finale a 4 squadre venne disputata a Palermo. I napoletani sconfissero il Wurzburg per 5 a 2, il Partizan per 3 a 2 e infine il 18 dicembre 1977 ottennero, contro il Marina di Mosca, quel pareggio (5-5) che fu sufficiente per il titolo di Campione d’Europa. In quella gara, trasmessa in diretta su Rai 1; D’Angelo fu il trascinatore con la realizzazione di 3 reti.                                
Il suo grande talento fu messo a disposizione anche della Nazionale Italiana, esordendovi giovanissimo. Nel 1970 era già un punto fermo dell’under 20 in una rosa formata da forti atleti: Calcagno, Di Fiore, D’Onofrio, De Magistris G., DeMagistris R., Gandolfi, Legnissa, Notarangelo, Parisi e Solimei. Disputò tre Olimpiadi (1976, 1980 e 1984) conquistando l’argento di Montreal alle spalle della forte Ungheria, e una medaglia di bronzo ai mondiali di Calì (Colombia). Ai giochi del Mediterraneo vinse l’oro nel 1975 e 1’argento nel 1979.                             
Conclusa la carriera di giocatore, intraprese quella di allenatore. Grazie agli insegnamenti ereditati dal suo coach Friz Dennerlein ai tempi della Canottieri Napoli, D’Angelo divenne uno dei più bravi allenatori italiani; ma la ricca e fortunata carriera che lo aveva accompagnato durante la sua vita di giocatore gli voltò le spalle.

Il suo esordio a bordo vasca avvenne nel 1985 con il Vomero (Serie A2). Nel 1986 l’esordio con la Canottieri Napoli. Con la squadra del cuore vinse nel campionato 1989/90, il suo primo ed unico scudetto da allenatore. Lasciata la Canottieri divenne tecnico federale e nel 1997 condusse la Nazionale Italiana a vincere l’oro alle Universiadi. Nello stesso anno guidò nuovamente la Canottieri Napoli portandola alla promozione in serie A1. La società, retrocessa nuovamente in serie A2, fu coinvolta in una crisi economica che al termine del torneo di serie A2 2001/2002, indusse il consiglio direttivo guidato da Giancarlo Bracale a vendere i giocatori migliori ai rivali del Posillipo, costringendo D’Angelo a trovarsi un’altra sistemazione.

La grande occasione per lui arrivò l’anno successivo (2003) quando fu chiamato a guidare la squadra più blasonata e titolata d’Italia: i Campioni d’Europa della Pro Recco, diventando il più giovane coach della serie A1. Un gol a tempo scaduto, e contestato, contro il Posillipo nell’ultima giornata di campionato, gli costarono in un solo colpo scudetto e posto di allenatore. Il Posillipo, diventato forte grazie ai giocatori della Canottieri 2001/2002 di Enzo D’Angelo si aggiudicò il campionato. D’Angelo proseguì la carriera di allenatore con altre squadre, tra cui la S.P. Energia Catania e la Fiorentina. Successivamente tornò nella sua terra dove con l’entusiasmo di sempre era diventato responsabile tecnico dello Sporting Club Flegreo.                  
  
D’Angelo sposò nel 1979 la puteolana Daria D’Auria, dalla quale ebbe due figlie, Flora e Anna. Un crudele destino lo portò via dagli affetti più cari a causa di una grave malattia. Scomparve il 7 febbraio 2008 in Ville Jiuf, alla periferia di Parigi, nell’ospedale Paul Brousse. I suoi funerali si svolsero nel quartiere del Rione Gescal “Sotto il Monte”, ad Arco Felice, nella piccola Chiesa del Santissimo Salvatore, che non riuscì a contenere le oltre duemila persone venute a rendergli l’ultimo saluto. Il Comune di Pozzuoli predispose il picchetto d’onore, mentre quello di Bacoli proclamò il lutto cittadino. Al suo funerale c’erano tutti, dai miti della pallanuoto italiana come Eraldo Pizzo e Gianni De Magistris, al presidente della Federazione Italiana Nuoto Paolo Barelli, al commissario tecnico della Nazionale Italiana di pallanuoto Paolo Malara.                               
 
Il 26 e 27 settembre 2008 lo Sporting Club Flegreo organizzò il primo memorial Vincenzo D’Angelo, quadrangolare di pallanuoto per ricordare il grande campione con la partecipazione di Pro Recco, Posillipo, Canottieri e Catania.                                                                        
Con la Delibera Commissariale n.30 del 10 marzo 2008 veniva proposto dal Comune di Pozzuoli di intitolare la piscina comunale di Lucrino al campione di Pallanuoto.                                       
Con la sua scomparsa D’Angelo ha lasciato un vuoto generazionale incolmabile nella pallanuoto flegrea.